Gli ecosistemi profondi, un mondo ancora sconosciuto: campagne di esplorazione avviate nel 2015

Nel 2014, il workshop della Convenzione sulla diversità biologica a Malaga porta all’identificazione di aree marine ecologicamente e biologicamente significative nel Mediterraneo, evidenziando la grande valenza delle acque afferenti a RAMOGE. Gli scienziati dell’Accordo realizzano quindi una cartografia dei potenziali siti di alta valenza per la biodiversità, individuando 67 zone, considerando sia le praterie di posidonia e il coralligeno, che numerosi canyon e monti sottomarini, ancora in gran parte inesplorati.

RAMOGE avvia successivamente un programma di esplorazione delle grandi profondità, con campagne condotte nel 2015, 2018 e 2022. A bordo di una nave da ricerca, i ricercatori rilevano la batimetria di dettaglio dei fondali ed esplorano profondità da 50 a 2200 metri grazie a un robot sottomarino filoguidato (ROV), capace di filmare e di prelevare campioni. In totale sono state effettuate 33 immersioni su 18 siti, coprendo oltre 80 km di transetti e registrando più di 90 ore di video. La campagna del 2026 sarà condotta a bordo della nave Alfred Merlin del DRASSM, del ministero della Cultura francese.

Queste esplorazioni stanno rivelando un’elevata biodiversità, specifica per ciascun tipo di ambiente (fondali rocciosi e mobili), e anche osservazioni singolari, talvolta inedite, come la presenza di specie rare o minacciate, e resti risalenti all’ultima glaciazione. In ogni campagna vengono osservate in media circa 120 specie diverse e oltre 30.000 esemplari.

Tuttavia, anche in queste zone profonde, l’impatto umano rimane evidente: attrezzature da pesca perse e rifiuti, di cui l’80 % in plastica, disturbano la fauna provocandone l’intrappolamento, il ferimento, il soffocamento o l’intossicazione. Queste osservazioni evidenziano l’importanza di una presa di coscienza collettiva per proteggere questi ecosistemi, essenziali per il buono stato di salute del Mediterraneo.

I dati raccolti consentono di proporre misure di gestione concrete, come è stato per la creazione di un sito Natura 2000 d’alto mare che protegge un complesso di tre monti sottomarini italiani. È inoltre attualmente allo studio l’ampliamento dell’area marina protetta italiana dell’Isola di Bergeggi. Queste iniziative sono pienamente a supporto dei Paesi dell’Accordo per rispondere all’impegno internazionale di proteggere il 30 % del Mediterraneo entro il 2030, e riaffermano l’importanza dell’Accordo RAMOGE per concretizzare una reale cooperazione per lo studio, l’informazione e la tutela.

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Carta delle aree marine di interesse ecologico e biologico individuate nella zona RAMOGE (poligoni), siti esplorati con robot sottomarino filoguidato (ROV) nel corso delle campagne del 2015, 2018 e 2022 (punti rossi), e sito Natura 2000 istituito per tutelare il complesso dei tre monti sottomarini italiani Ulisse-Doria-Janua (1.126 km², profondità tra 450 e 2056 m). Archivi RAMOGE.
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Schema di funzionamento di una missione di esplorazione delle grandi profondità. Archivi RAMOGE.
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L’Astrea, nave da ricerca italiana dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), utilizzata per le campagne di esplorazione del 2015 e 2022, fotografia, agosto 2015. Archivi RAMOGE.
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L’Atalante, nave da ricerca francese dell’Istituto Francese per la Ricerca sull’Esplorazione del Mare (IFREMER), utilizzata per la campagna di esplorazione del 2018, La Seyne-sur-Mer, fotografia, 17 settembre 2018. Archivi RAMOGE.
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Il ROV Victor 6000 (robot sottomarino filoguidato, capace di scendere fino a 6000 m di profondità), a bordo dell’Atalante, fotografia, 18 settembre 2018. Archivi RAMOGE.
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Transetto dell’immersione esplorativa del ROV del 22 settembre 2018 sul monte sottomarino Janua (Italia). Archivi RAMOGE.
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Cartografia del canyon di Cannes, Secca di Méjean, 2018. Archivi RAMOGE
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Stella gorgone (Gorgonocephalus mediterraneus) su una gorgonia rossa (Paramuricea clavata), appartenente a un ecosistema coralligeno (Monaco, -55 m), fotografia, 2015. Archivi RAMOGE.
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Ecosistema coralligeno (banco di Nioulargue, -100 m) caratterizzato da diverse specie di gorgonie, tra cui la gorgonia rossa (Paramuricea clavata) e pesci come le castagnole rosse (Anthias anthias), fotografia, 2015. Archivi RAMOGE.
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Resti scheletrici di Paragorgia arborea (monte sottomarino Janua, -1008 m), una gorgonia delle acque fredde, la cui presenza era finora sconosciuta in Mediterraneo. La datazione di un campione ha mostrato che la colonia viveva in Mediterraneo 10.000 anni fa. La specie prosperò durante l’ultima glaciazione e successivamente si estinse. Fotografia, 2018. Archivi RAMOGE.
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Placogorgia sp., specie di gorgonia molto rara in Mediterraneo (monte sottomarino Janua, -995 m), fotografia, 2018. Archivi RAMOGE.
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Brotulide (Cataetyx laticeps) (Monaco, -2147 m). Prima osservazione di questa specie in Mediterraneo dal 1974. Questo pesce è uno dei pochi vivipari mediterranei (la femmina dà alla luce giovanili anziché deporre uova). Fotografia, 2018. Archivi RAMOGE.
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Boccanera (Galeus melastonus) (Arma di Taggia, -362 m). Questo piccolo squalo di 50-80 cm di lunghezza vive in Mediterraneo e nell’Atlantico Nord-Est, tra 50 e 1200 m di profondità. Fotografia, 2015. Archivi RAMOGE.
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Pesce luna (Mola mola) intrappolato in una lenza da pesca (banco di Nioulargue, -260 m), fotografia, 2015. Archivi RAMOGE.
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Gorgonia rossa (Paramuricea clavata) intrappolata in una rete da pesca (Bordighera, -75 m), fotografia, 2015. Archivi RAMOGE.
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Accumulo di rifiuti a 2200 m di profondità nel Canyon di Monaco, fotografia, 2018. Archivi RAMOGE.
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Risultati pubblicati delle 3 campagne di esplorazione dei grandi fondali del 2015, 2018 e 2022. A.P.M., A/655/17, e Archivi RAMOGE.
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Risultati pubblicati delle 3 campagne di esplorazione dei grandi fondali del 2015, 2018 e 2022. A.P.M., A/655/17, e Archivi RAMOGE.
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Risultati pubblicati delle 3 campagne di esplorazione dei grandi fondali del 2015, 2018 e 2022. A.P.M., A/655/17, e Archivi RAMOGE.
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Conferenza RAMOGE presso il Museo Oceanografico di Monaco dedicata alle campagne di esplorazione dei fondali marini profondi, tenuta da scienziati dei tre Paesi dell’Accordo. Fotografia, 26 febbraio 2025. Archivi RAMOGE.

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